I Territori dei Montecuccoli

A pochi chilometri da Pavullo è il borgo di Montecuccolo, dove la famiglia di Raimondo aveva il centro del proprio feudo: nel castello ha avuto inizio la secolare storia dei Montecuccoli feudatari e signori del Frignano. La torre che domina l’ampio cortile della rocca fu costruita, probabilmente, attorno al XII secolo, quando i ghibellini Montecuccoli stavano rafforzando il loro potere. Nella parte nord-occidentale i Montecuccoli costruirono, in fasi successive tra XII e XVI secolo, la propria residenza. Dopo l’innalzamento del torrione di piazza all’estremità meridionale, tutto il borgo fu circondato da una cerchia di mura.


Nel Comune di Lama Mocogno è il borgo di Montecenere, di origini molto antiche (anche se le prime notizie al suo riguardo risalgono solo al 1180). La sua funzione era di avamposto per l’avvistamento, il controllo e la difesa del territorio: la torre in pietra, costruita tra il XII e XIII secolo, ha una base rettangolare molto ampia che fa pensare ad un antico sviluppo verticale piuttosto elevato. Il complesso fortilizio venne affidato alla famiglia Montecuccoli, ma ben presto tra i due cugini feudatari Gaspare e Lanzillotto iniziarono gravi divergenze che sfociarono nella morte di Lanzillotto e nella presa violenta di Montecenere da parte di Gaspare, che divenne signore indisturbato di un vasto feudo.


Il territorio di Montese era compreso nel vasto feudo dato ai Montecuccoli dall’imperatore Ottone IV nel 1212, e restò nelle loro mani fino alla fine del Seicento. Raimondo Montecuccoli iniziò la sua carriera militare agli ordini di Ernesto, uno degli esponenti del ramo dei Montecuccoli di Montese, morto durante la guerra dei Trent’anni. Da Girolamo, altro valente generale dell’esercito imperiale, Raimondo ereditò il castello austriaco che divenne sua prediletta residenza. La Rocca di Montese, scomparse le tracce di più antiche strutture, risale alla fine del XIV secolo.


Montefiorino, sovrastato dall’imponente rocca medievale, si distingue per la posizione dominante sulle valli dei torrenti Dolo e Dragone. Tra il 1240 e il 1247 il castello fu luogo di sanguinose e devastanti battaglie, e dal 1320 Montefiorino venne assoggettata al grande feudo dei Montecuccoli. Di grande importanza per Montefiorino fu la visita, nel 1369, dell’imperatore Carlo IV, che affermò il potere e il prestigio dei Montecuccoli, ai quali fu concesso di inserire l’aquila imperiale nello stemma di famiglia.


Il territorio di Guiglia entrò relativamente tardi (1630) tra i possedimenti dei Montecuccoli, rispetto agli altri feudi, nelle loro mani fin dal Medioevo. Il conte Giambattista diede inizio alla dinastia dei Montecuccoli Laderchi, un ramo che sopravvisse a molti altri e si estinse nel 1873. Nel 1643, durante la guerra di Castro, condotta da Raimondo Montecuccoli per conto del Duca di Modena contro l’esercito pontificio, Guiglia subì gravi danni; terminata la guerra, i nuovi marchesi trasformarono il castello, sorto probabilmente nel XIII secolo, da antica struttura militare in elegante e sontuoso palazzo signorile.


La nascita di Marano sul Panaro risale a prima del Mille, ma solo nel 1630 fu dato in investitura al marchese Francesco Montecuccoli. Si narra che Raimondo Montecuccoli di ritorno dalla battaglia della Raab contro i turchi, depose nell’antica chiesa locale i suoi stendardi. Il Mulino Montecuccoli venne fondato dalla famiglia nel 1654; nel 1907 l’edificio divenne sede di una centrale elettrica le cui apparecchiature furono utilizzate dall’ENEL fino al 1973. Il recupero, a cura del Comune, venne ultimato nel 1994.


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