Sestola

Il toponimo Sextula è un esempio lampante della conquista da parte dei romani dei territori dei Liguri Friniati; deriva infatti da Sextus, termine che i conquistatori usarono probabilmente per indicare la tappa della strada per la Croce Arcana che i pellegrini percorrevano, sostando a Fanano, per recarsi a Roma. La prima attestazione documentaria riguardante Sestola risale al 753, quando, con la conquista del Frignano da parte dei Longobardi, Astolfo cedette il Castrum Sextulae all’abbazia di Nonantola.
Sestola aderì nel Medioevo al Comune federale del Frignano, poi, dopo lotte sanguinose per il dominio del territorio tra Modenesi e Bolognesi, tra Montecuccoli e Tanari, passò sotto il dominio estense e assunse grande importanza come sede del Governatorato della Provincia del Frignano. Decadde da questo ruolo politico-amministrativo agli inizi dell’Ottocento.


SESTOLA

La Rocca di Sestola, a strapiombo sul paese. Foto ©Roberto Leoni

IL CASTELLO (1080 msm)
Il documento che attesta la cessione di Sestola e del territorio circostante all’Abbazia di Nonantola menziona anche il Castello, che risale dunque a tempi molto antichi. Con le invasioni barbariche e la progressiva contrazione dell’Impero romano d’Occidente all’esarcato di Ravenna, la fortezza di Sestola entrò a fare parte di un sistema difensivo formato da rocche e castelli organizzati nella provincia delle Alpi appenniniche, ultimo baluardo a difesa di ciò che rimaneva dei territori dell’impero.
Nelle mappe più antiche era denominato La Rocha, e fungeva da piccola capitale gestita dagli homines di tutta la vallata; il castello ospitava un presidio militare di valenza territoriale.
La fortezza di Sestola cominciò a mostrare segni di cedimento durante la prima metà del Cinquecento, quando le truppe pontificie di Leone X, alleate di Carlo V, insediarono nel castello un commissario pontificio; soltanto alla morte del papa, nello stesso anno 1521, i fananesi insorti riuscirono a liberare la fortezza, che però fu nuovamente assediata dai Tanari, nemici dei Montecuccoli.
Tra 1551 e 1558 vennero compiuti sul forte lavori di adeguamento alla potenza delle nuove armi da fuoco, con l’innalzamento di nuove mura e fortificazioni. All’acutizzarsi delle tensioni tra Modena e la Garfagnana, nel 1563, Alfonso II decise di abbattere l’antica fortezza per ricostruirla seguendo il progetto del Marchese Cornelio Bentivoglio, che nel 1565 ne modificò le cortine secondo un moderno schema stellare difeso da un fossato e da una cinta più esterna con piazzole semicircolari. La torre dell’orologio fu terminata nel 1572, e venne edificata la Casa della ragione. Ulteriori opere di fortificazione risalgono ai primi anni del Seicento.
Alla caduta del governo estense nel 1797 la rocca venne presidiata da un distaccamento francese, che cancellò stemmi e iscrizioni dei secoli precedenti. Nel 1801 venne abolita l’antica provincia del Frignano, e Sestola divenne capocantone.

L’aspetto attuale del castello rispecchia la struttura conferitagli nella seconda metà del Cinquecento per volere del duca Alfonso II. Sono tuttora identificabili le tre porte di accesso più grandi, quella principale a sud, decorata con una grande trabeazione bugnata e raggiungibile dal paese tramite la ripidissima via dei Governatori del Frignano, la Porta del Soccorso a nord ovest e la Porta Bologna ad est; una quarta porta di piccole dimensioni si apre a livello del fossato di levante, immettendo in due stanzoni sotterranei dai quali una scaletta conduce alla soprastante piazza d’armi (lo spiazzo retrostante l’oratorio della Beata Vergine, anticamente chiesa di San Nicola al forte). All’interno della fortezza gli edifici formano due lunghi corpi di fabbrica disposti ai margini di un cortile centrale; l’ala meridionale, addossata al muro di cinta, comprende il corpo di guardia con annessa Torre dell’orologio, l’antico “quartiere dei soldati”, ed un fabbricato disposto a L che comprendeva le “nuove prigioni” fatte costruire nel 1847 da Francesco V. L’ala contrapposta comprende l’antica osteria del forte, la palazzina del comandante e altri edifici che incorporano la vecchia canonica della chiesa di San Nicola.
La rocca con mastio quadrato occupa un settore allo spigolo sud-ovest a strapiombo sul paese; il lato più esposto della rocca,  affacciato sul piazzale d’ingresso alla fortezza, comprende diversi corpi di fabbrica: al centro l’imponente dimora feudale, poi divenuta palazzo del governo, edificio più rappresentativo del complesso fortilizio.

L’interno della Rocca è sede dei Musei del Castello: Museo della Civiltà Montanara, Mostra permanente La stanza dei ricordi di Teresina Burchi e il Museo degli Strumenti Musicali Meccanici.

Sito del Comune di Sestola


Bibliografia:
AA.VV. Il Frignano, Insediamento storico e beni culturali, Istituto per i beni artistici culturali e naturali dell’Emilia Romagna, Amm.ne Provinciale di Modena, Modena 1998
A. Garuti, L. Righi Guerzoni, Guida dell’Appennino Modenese, Modena 1991
AA.VV. Le Case, le Pietre, le Storie, itinerari nei comuni della Provincia di Modena

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