Montefiorino

 

Il territorio di MONTEFIORINO faceva parte dei possedimenti che Beatrice di Lorena, madre di Matilde di Canossa, assegnò all’abbazia di Frassinoro al momento della sua fondazione (1071). L’abate li cencesse in feudo, un secolo dopo, ai Montecuccoli, che nell’antica località di Mons Florenus eressero una torre a guardia delle valli del Dolo e del Dragone.  Tra il 1240 e il 1247 il castello fu luogo di sanguinose e devastanti battaglie; di grande importanza per Montefiorino fu la visita, nel 1369, dell’imperatore Carlo IV, che affermò il potere e il prestigio dei Montecuccoli, ai quali fu concesso di inserire l’aquila imperiale nello stemma di famiglia.


LA ROCCA DI MONTEFIORINO (dal sito ufficiale del Comune di Montefiorino)
La rocca si colloca sulla sommità del colle sul quale anche il paese sorge: si tratta di un massiccio quanto interessante edificio cui le numerose distruzioni e ricostruzioni succedutesi attraverso i secoli non hanno tolto il carattere ed il fascino del castello medievale, accresciuto dalla posizione a dominio delle valli del Dolo e del Dragone.
In occasione del recentissimo ed esteso progetto di restauro e rifunzionalizzazione che l’ha interessata – finalizzato a recuperarne in gran parte i caratteri di edificio storico – sono stati effettuati anche nuovi studi sulla sua evoluzione. Attualmente la sua storia è così sintetizzabile:
Il suo primo nucleo, il cui elemento principale, la torre, esiste ancora e si conserva in buono stato, dovrebbe risalire al XII secolo (1170), ed essere stato realizzato dai principali feudatari degli abati di Frassinoro – i Montecuccoli – come centro di controllo sul territorio settentrionale delle Terre dell’Abbadia.
Nel secolo successivo ed in concomitanza con il periodo di massimo espansionismo verso la montagna del comune cittadino di Modena, gli abati frassinoresi ed i Montecuccoli diedero vita ad un deciso potenziamento della vecchia fortificazione (1230 c.a.): in un primo tempo essa venne dotata di un nuovo palazzo-torre residenziale e poi, dopo essere stata per la prima volta occupata e danneggiata dalle truppe modenesi, nuovamente potenziata (1245 c.a.) con la costruzione del cassero esterno rafforzato da due torri.
Poco prima di essere sconfitti alla Fossalta, alla metà del Duecento, i Modenesi riuscirono nuovamente a prendere la rocca, dopo averla lungamente assediata, e la danneggiarono gravemente in modo che non potesse nuovamente essere riarmata contro di loro.
Dopo vari decenni di abbandono il complesso venne nuovamente utilizzato, dapprima come romitorio di due monaci frassinoresi e poi, dai primi decenni del Trecento (1320), venne scelto come sua dimora da Guidinello Montecuccoli: di conseguenza le strutture venero riattate e la rocca fu trasformata in residenza signorile fortificata. Contemporaneamente veniva anche fondato il borgo di Montefiorino – da cui l’attuale centro si è evoluto – e costruita la Torre del Mercato, che sopravvive oggi come campanile della chiesa paesana.
Con la cacciata dell’ultimo discendente di Guidinello e la richiesta da parte dei montefiorinesi di soggezione diretta alla casa D’Este, la rocca divenne sede di podesteria, e poi, dopo secoli, del municipio, quale è tutt’ora nonostante i gravi danni subiti durante la Resistenza.
Attualmente una gran parte della rocca, completamente restaurata, è visitabile, compresa la torre che ne formava il nucleo originale e sulla cui sommità è possibile salire. Gran parte delle sale sono in fase di allestimento a percorso di visita attrezzato, ed ospiteranno sia il nuovo Museo della Resistenza che  una sezione su storia ed archeologia del territorio.


Il sito ufficiale del Comune di Montefiorino
Il Museo della Resistenza sul sito del Sistema museale della Provincia di Modena

 

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